Allarme nucleare: dalla Russia la conferma del pericolo in Europa

Scatta in tutta Europa l’allarme nucleare: una nube radioattiva da diverse settimane sta interessando l’atmosfera di molti Paesi europei. Greenpeace, che ha lanciato l’allarme, vuole chiedere conferma della situazione delle radiazioni e del livello del rutenio-106.

Il rutenio-106 e l’allarme nucleare in Europa

Alla causa di questo allarme nucleare ci sarebbe un incidente, avvenuto in Russia, per il quale, secondo i sospetti di Greenpeace, ci sarebbero state delle dispersioni di radiazioni e un possibile insabbiamento di quanto sta accadendo. Come riferisce il comunicato di Greenpeace Russia: “La più alta concentrazione di rutenio-106, il cui incremento è stato registrato alla fine del mese di settembre, è stata scoperti da Roshydromet negli Urali meridionali, vicino all’impianto Majak di proprietà di Rosatom”. L’impianto in questione lavora il ritrattamento del combustile esaurito di tipo nucleare.

Allarme nucleare in Europa

Un primo allarme era stato già lanciato dall’Istituto per la Sicurezza nucleare francese che, tra fine settembre e i primi di ottobre, aveva rinvenuto tracce di rutenio-106 nell’aria.

La replica delle autorità russe all’allarme nucleare

Le autorità russe, nella persona di Maxim Yakovenjo, il capo del servizio di monitoraggio Idrometrico ed Ambientale della Russia ha così replicato: “Lo scorso settembre il sistema di monitoraggio automatico ha registrato un incremento di Rutenio-106 in Russia, Polonia, Bulgaria e Ucraina ma la sua concentrazione nel territorio della Federazione Russa era migliaia di volte sotto i livelli di guardia e non ha mai posto rischi per la popolazione”.

Nonostante la replica delle autorità russe il capogruppo regionale di FdI delle Marche, Elena Leonardi, ha presentato un’interrogazione sul fenomeno, spiegando che: “I venti diretti verso ovest hanno portato tale nube anche in parte dell’Italia, investendo alcune regioni esposte a est. Dato che altre regioni italiane si sono attivate per conoscere la situazione nei loro territori tramite rilievi adeguati, pare invece che non si abbiano dati sulla concentrazione del Rutenio 106 nel territorio regionale.”

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