Molestie sessuali Vaticano: accuse, insabbiature e gogne mediatiche

Si continua a parlare del caso delle molestie sessuali Vaticano all’interno del preseminario San Pio X, come avevamo già dato notizia la scorsa settimana. Dopo che Gianluigi Nuzzi ha denunciato lo scandalo nel suo ultimo libro, da giorni il programma Le Iene sta seguendo il caso, con novità sempre più clamorose.

Le testimonianze sulle molestie sessuali vaticano

A far discutere sono le testimonianze sulle molestie sessuali vaticano che si stanno susseguendo da giorni, anche di segno opposto tra accuse e smentite. In particolare le accuse si concentrano contro un ex seminarista che ora opera, come sacerdote, nella diocesi di Como. Il vescovo, Diego Coletti, replica alle accuse: “Mi è parso di capire che molte delle cose avevano un nucleo di verità ma erano arricchite da fantasie. Io ho fatto un paio di visite specifiche su questo punto al seminario cercando di mettermi a disposizione di chi aveva qualcosa da denunciare o da lamentarsi o da dire. Venivano a parlare con me a quattrocchi, ho cercato di ascoltare gli altri e non è venuto fuori nessun riscontro”.

Accuse e testimonianze sulle molestie sessuali vaticano

Chi ha dichiarato di aver subito molestie, invece, sostiene che sarebbe stato egli stesso a segnalare a Coletti quanto stava accadendo.

Insabbiature nel caso delle molestie sessuali vaticano

Oltre alla gravissima denuncia di molestie sessuali Vaticano le accuse si concentrano contro coloro che avrebbero insabbiato tutto, ovvero il cardinal Comastri e lo stesso vescovo Coletti. Costoro, secondo quanto dichiarato a “microfoni spenti” a Le Iene da don Andrea Strabellini, giudice del tribunale ecclesiastico, avrebbero agito per coprire lo scandalo e il responsabile.

Nel frattempo è partita la caccia all’uomo sul web con alcuni che sostengono di aver individuato chi sia il sacerdote reo di molestie. Arrivati a questo punto, specie a livello mediatico, sembra preoccupare più l’avvio dell’ennesima gogna mediatica che trovi qualche capro espiatorio da dare in pasto all’avidità giustizialista di tanti, piuttosto che preoccuparsi di accertare la veridicità dei fatti ed, eventualmente, intervenire nelle sedi opportune (e non strillando dalle pagine dei libri o dalle bacheche dei social) per risolvere questo gravissimo problema, trasversale e non di esclusività del clero cattolico.

Perché, duole ammetterlo, le gogne mediatiche hanno l’interesse di un nome e di un volto, anche se questi non è colpevole, perché una volta accertata la verità – come la storia recente e non recente dimostra – si fa presto a dimenticare di ristabilire l’onore e la dignità di coloro che sono stati tirati ingiustificatamente in ballo rei, ammesso che di colpa si tratti, di essere preti.

Commenti

Commenti

Lascia un Commento