Controlli Agenzia delle Entrate: ecco come funzionano

I controlli Agenzia delle Entrate sono da molti temuti e, se si scoprisse che sono svolti in maniera poco lineare, al timore si aggiungerebbe il fastidio (come minimo) ed è quello che emerge dalle confessioni di un alto esponente dell’Agenzia delle Entrate.

Controlli Agenzia delle Entrate

Le rivelazioni sui controlli Agenzia delle Entrate

Da quanto si apprende da alcune dichiarazioni, i controlli Agenzia delle Entrate non sono equi, ma sembrano concentrarsi maggiormente nei confronti di alcune attività piuttosto che altre. La lotta all’evasione, dunque, non è compiuta a tappeto, né nell’interesse della comunità, ma per perseguire alcuni ma, soprattutto, per tutelare altri. Niente sfortuna e niente caso, quindi.

Il racconto di questo funzionario dell’Agenzia delle Entrate è piuttosto chiaro: “Quando mandiamo gli ispettori in un’azienda per le verifiche fiscali sappiamo a priori di trovare del nero perché essere regolari al 100% è impossibile senza fallire”. A finire nell’occhio del Fisco sono le piccole e medie imprese, artigiani e piccoli commercianti, perché “i nostri ispettori non entrano nelle grandi aziende ammanigliate con gli amici al governo con la stessa arroganza con la quale entrano nelle piccole saracinesche, è un dato di fatto e lo sanno tutti”.

Considerazioni sui controlli Agenzia delle Entrate

Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti, ha così commentato la vicenda: “non si tratta di giustificare l’evasione fiscale, dobbiamo parlare di evasione fiscale con serietà ripristinando equità di trattamento tra piccole e grandi imprese e in tutte le regioni italiane estendendo il discorso anche a livello europeo”.

Eppure il problema sembrerebbe essere ancora più profondo e gravissimo: non è tanto l’evasione a condannare gli italiani in questo stato di cose – come spesso ci si vuole far credere tra proclami politici e struggenti campagne mediatiche cavalcate anche da qualche benpensante – ma il fatto che, riprendendo le parole di questa confessione shock: “essere regolari al 100% è impossibile senza fallire”. Qui sta il punto: le leggi dello Stato fanno male alle aziende; chi le ha emanate, al di là di più o meno condivisibili complottismi, ha fallito perché esse non sono applicabili (pena il fallimento delle aziende) e nemmeno risolvono il problema, presunto, dell’evasione.

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