Età pensionistica: le 11 categorie gravose esentate

La questione dell’età pensionistica accende il dibattito e preoccupa sempre più i lavoratori che vedono allontanarsi il traguardo dopo una vita di sacrifici. I giovani, dal canto loro, è un problema con il quale fanno fatica a relazionarsi essendo piuttosto complicato immaginare che questo sistema si mantenga ancora a lungo. Allo stesso tempo c’è al vaglio del governo la possibilità di esentare 11 categorie di lavoratori gravosi dall’andare in pensione all’età di 67 anni.

L’età pensionistica e le categorie gravose

Ad essere considerate gravose e quindi a poter aspirare a rientrare tra coloro che non avranno l’innalzamento dell’età pensionistica a 67 anni sono: maestre d’asilo nido e della scuola materna, macchinisti, infermieri con turni di notte, muratori, camionisti, facchini, gruisti, addetti alle pulizie, badanti delle persone non autosufficienti, addetti alla concia delle pelli e quelli alla raccolta differenziata.

Categorie esenti aumento età pensionistica

I tempi della decisione sull’età pensionistica

Ovviamente, come spesso accade, saranno molte le categorie escluse che rivendicheranno la gravosità della loro professione e che lamenteranno di non essere state incluse. Secondo le stime, esentare dall’aumento dell’età pensionistica i lavoratori facenti parte di queste 11 categorie, avrebbe un costo di circa 100milioni di euro; importo che però sarebbe facilmente recuperabile con una piccola correzione della finanziaria in discussione.

Nel frattempo c’è anche tutta la questione politica, forse più partitica, di come gestire questa operazione. Matteo Renzi, segretario del Partito Democratico, vorrebbe rimandare qualsiasi tipo di intervento sulle pensioni a dopo il voto. Il timore, è chiaro, è quello di scontentare più di qualcuno e di avere un effetto negativo sulla prossima campagna elettorale.

Il problema è che, da tempo, i governi che si susseguono non riescono a risolvere seriamente le questioni e ogni intervento assume più un valore mediatico che reale sulle sorti del Paese e dei cittadini. Quindi spesso sembra più esserci la preoccupazione di non scontentare gli elettori che quella di aiutare i cittadini.

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