Ancora scandali sugli appalti: cosa succede in Basilicata e come cambiano gli scenari

In queste settimane non si parla che di petrolio, Basilicata e appalti, anche per le ripercussioni che l’inchiesta della Procura Antimafia di Potenza ha avuto sul Governo nazionale, sfociate nelle dimissioni del Ministro Guidi. Il problema è anche legato alle lobby e alle influenze sulle decisioni politiche.

È stato uno degli attori protagonisti dell’iter burocratico che ha portato all’approvazione della legge delega per la riforma del Codice degli Appalti.

Ora, però, il Vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti del Governo Renzi, Riccardo Nencini, interviene anche nel dibattito di più stretta attualità relativo all’inchiesta sull’estrazione di petrolio in Basilicata (che già ha provocato le dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi), ricordando come nel testo della legge delega sia presenta una specifica norma che regola il tema delle lobby, sulla scorta dell’esperienza maturata con la legge della Regione Toscana nel 2002.

Pressioni eccessive. L’intercettazione delle telefonate tra il ministro (ormai ex) Guidi e il compagno, Gianluca Gemelli, può infatti rientrare nel novero delle sfaccettature del lobbysmo.

Gemelli, infatti, ha uno studio di ingegneria e si era interessato ai lavori parlamentari per il via libera ai lavori per l’impianto di estrazione di Tempa Rossa, in provincia di Potenza, arrivato attraverso un emendamento inserito nella legge di stabilità votata nel 2014. Grazie alla norma, proposta proprio dagli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico, la costruzione di impianti per l’estrazione del greggio rientra nella classificazione delle opere ritenute strategiche per il Paese, con conseguente diminuzione della burocrazia e, soprattutto, autorizzazione rilasciate dallo stesso dicastero.

Secondo l’accusa, Gemelli avrebbe agito attraverso un “illecito traffico di influenze”, e in particolare, una volta informato dal ministro del buon esito della vicenda, avrebbe contattato i dirigenti della Total interessati all’impianto, ottenendo il lavoro sperato e attribuendosi il merito di aver gestito l’operazione.

Le conseguenze. Al di là degli eventuali illeciti, sui quali stanno indagando i pm di Potenza, che lavorano su tre diversi fronti di inchiesta, è importante focalizzare la questione relativa alle “pressioni” e alle “influenze” che possono determinare gli orientamenti politici anche nel caso di appalti così importanti.

In realtà, sia a livello europeo che negli Stati Uniti, il tema delle lobby è approcciato in modo molto netto e ben definito da leggi apposite, ma nel nostro Paese, nonostante 53 progetti di legge parlamentare e già almeno due tentativi da parte di Governi, non ci sono esempi in materia.

Solo su base regionale si contano tre esperienze pilota, ovvero di Regioni (Toscana, Molise e Abruzzo) che hanno provato a regolamentare l’attività dei lobbisti per evitare dubbi e ombre.

Dalla regione alla nazione. Il promotore della norma toscana fu proprio Riccardo Nencini, come accennato poco più su: era il 2002 quando furono approvate la “Norme per la trasparenza dell’attività politica e amministrativa del Consiglio regionale della Toscana”, con l’obiettivi di garantire l’uguaglianza dell’accesso ai decisori politici da parte di tutti gli interessi organizzati, sul modello dell’esperienza europea.

Oggi, Nencini intende allargare il campo, attraverso una serie di interventi da applicare al più presto anche nel nuovo Codice degli Appalti. La prima novità potrebbe essere l’introduzione di un registro pubblico dei portatori di interesse, con criteri per definiti per l’iscrizione; poi, altrettanto necessario è stabilire i parametri di reciprocità nell’acquisizione, accesso e scambio di informazioni, così come quella di valutare l’impatto ‘pubblico’ delle normative attraverso una analisi preventiva.

Infine, un punto piuttosto semplice, ma di valore anche simbolico: l’istituzione di un registro apposito per annotare chiunque chieda appuntamenti legati all’attività ministeriale, per mettere in trasparenza rapporti e relazioni.

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